Con il regolamento Reach ("Registrazione, valutazione e autorizzazione
delle sostanze chimiche") l'Europa ha adottato la più avanzata e
complicata legislazione mondiale in materia di
controllo e registrazione delle circa 30 mila sostanze chimiche che circolano attualmente
all'interno
dei Paesi membri.
Sostanzialmente, che dovranno essere registrate presso la nuova Agenzia chimica
europea, con sede ad Helsinki, tutte le sostanze chimiche prodotte o importate in
Europa in quantitativi superiori a una tonnellata annua. Con il Reach viene invertito
l'onere della prova sulla registrazione delle sostanze, in quanto dalle autorità
pubbliche passa a carico delle imprese.
Entro il 2010 dovranno venire registrate le
sostanze più pericolose e quelle prodotte-importate in quantità superiore a 1.000
tonnellate l'anno.
Entro il 2013 toccherà a quelle fra 100 e 1000 tonnellate.
Entro il 2018 a quelle prodotte-importate in minor quantità: da 1 a 100 tonnellate l'anno.
Per tutte le sostanze è comunque prevista una fase di pre-registrazione, che dovrà
essere effettuata entro 18 mesi dall'entrata in vigore del regolamento Reach, e
precisamente
dal 1° giugno 2008 al 1° dicembre 2008.
Con il regolamento Reach l'Europa intende ridurre fortemente la produzione e l'utilizzo delle sostanze particolarmente pericolose (CMR di classe 1 e 2, PBT, vPvB, DE, ecc.) introducendo il principio di sostituzione. Il regolamento Reach prevede tre strade per le circa 1.500 sostanze ritenute le più dannose:
Il regolamento Reach è già entrato in vigore, precisamente dal 1° giugno 2007. Essendo un Regolamento, NON dovrà essere recepito dall'ordinamento legislativo nazionale.
Dal momento dell'introduzione del regolamento Reach nella normativa europea, lo scenario della chimica italiana subirà un rivoluzionario cambiamento. Verosimilmente, assisteremo da una parte ad un graduale aumento dei prezzi delle sostanze chimiche, a causa dei costi di registrazione, dall'altra alla scomparsa di sostanze chimiche - magari di strategica importanza - non più prodotte o importate perché non convenienti, il che avrà come logica conseguenza la necessaria modifica dei sistemi di produzione o dei processi produttivi, o ancora l'indispensabile ricerca di sostituzione delle sostanze.
Il cambiamento dovuto al Reach è molto più radicale per una
piccola o media impresa (che si trova a valle della catena di approvvigionamento e molto
spesso possiede limitate risorse tecnologiche, umane e finanziarie) piuttosto che per una
grande azienda, con ogni probabilità già in linea
con i dettami del regolamento.
Ancor più che negli altri Paesi europei, dunque, in Italia l'impatto del Reach sarà pesante, in quanto la nostra industria trova vitalità in un numero rilevante di piccole e medie imprese, spesso leader nel loro settore, fondamentali per il successo dei prodotti "made in Italy", grazie alla loro capacità innovativa, alla flessibilità e alla capacità di costruire partnership vincenti con i propri utilizzatori.
Per fare un esempio, il comparto chimico italiano è composto da più di 5.000 aziende e il
98% sono proprio Pmi. Queste rappresentano il 50% dell'occupazione totale e più del 50%
del
fatturato totale del settore.
Tenendo conto che l'industria chimica fornisce beni intermedi a tutti i settori dell'economia, il Reach provocherà ripercussioni sia gestionali, sia economiche non soltanto nelle aziende chimiche, ma anche in tutti quei settori industriali che utilizzano sostanze chimiche.
Tutte le aziende che producono e/o importano sostanze chimiche (in quantità > una tonnellata annua) dovranno provvedere alla registrazione delle sostanze in questione, instaurando un filo diretto con l'Agenzia europea della chimica (Echa) e attivandosi per produrre tutta la documentazione tecnica (fascicolo tecnico e relazione sulla sicurezza chimica-Csr) necessaria per tale scopo.
Le aziende registranti dovranno reperire tutti i dati di test e le informazioni necessarie alla registrazione e per alcuni di questi, in particolare i test sui vertebrati, avranno l'obbligo di condividere le informazioni e i costi con tutti gli altri produttori e/o importatori europei, attraverso specifici consorzi.
Quando il Reach sarà a regime, in Europa si potranno produrre, importare e utilizzare solamente sostanze REGISTRATE.
Gli utilizzatori di sostanze, invece, potranno impiegarle solamente se l'uso è IDENTIFICATO e conosciuto dal proprio produttore e/o importatore. Tutte le informazioni sugli utilizzi (compresi i relativi scenari di esposizione) saranno trasmesse lungo la catena di approvvigionamento per mezzo della Scheda dati di sicurezza o, per le sostanze non pericolose, con altro documento analogo.
Innanzitutto, Normachem aiuta l'azienda a capire se e come verrà "toccata" dal regolamento Reach e, soprattutto, i tempi che avrà a disposizione per poter attuare quanto richiesto dalla nuova norma sulla base del numero, della quantità e della pericolosità delle sostanze coinvolte. Dopo questa prima fase sarà possibile intervenire nello specifico con il seguente piano di lavoro:
- assistenza nella fase di pre-registrazione;
informazione e assistenza nella predisposizione dei dossier di registrazione e
di revisione degli stessi prima di sottometterli all'Agenzia Europea, in modo che
possano essere redatti nella maniera più corretta e completa, come richiesto dal
regolamento;
- assistenza sulle modalità operative di costituzione e funzionamento dei Consorzi;
- indicazione di laboratori di analisi e centri di saggio per poter ottenere tutti
i dati necessari per la compilazione dei dossier tecnici;
- supporto e sostegno per l'innovazione e la ricerca (elementi fondamentali soprattutto
per la sopravvivenza delle Pmi), per esempio le aziende che dovranno sostituire sostanze
pericolose con altre meno pericolose o per le aziende che non troveranno più alcune
sostanze sul mercato europeo;
- assistenza alle aziende che non devono registrare le sostanze chimiche ma che le
utilizzano (verificando se il proprio utilizzo rientra nello scenario definito dal
proprio fornitore/importatore).
Normachem però non limita all'assistenza tecnica il suo impegno in azienda. Normachem ha la valenza, la professionalità, nonché l'ambizione di assistere l'impresa nello studio e nella definizione di quelle che saranno le strategie per riuscire a "minimizzare" gli effetti del Reach, garantendo nel contempo le performance e gli standard qualitativi dell'impresa.
Per rendere l'idea, Normachem fa quello che in azienda fa un commercialista per le sue competenze economico-finanziarie, solo che Normachem è un "commercialista chimico".