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Posticipata di tre mesi l’intenzione di sottoporre a restrizione le sostanze usate nei tatuaggi e nel trucco permanente

12/07/2017

Sia i tatuaggi che il trucco permanente (PMU – Permanent Make Up) hanno assunto negli anni una grande popolarità. I prodotti utilizzati per tali attività possono contenere sostanze pericolose in grado di provocare gravi allergie cutanee, cancro o altri effetti avversi a carico della salute umana. Grazie alla legislazione europea sui cosmetici l’uso di molte sostanze pericolose nei prodotti cosmetici è stato via via bandito, ma tatuaggi e PMU risultano ancora fuori da tale divieto.

E’ per questo che nel 2003, il Consiglio d’Europa (CoE) ha pubblicato una risoluzione sui requisiti ed i criteri per la sicurezza dei tatuaggi e del PMU e, la Commissione europea (COM) a sua volta ha avviato un progetto di ricerca per raccogliere e vagliare tutte le informazioni disponibili ai fini di considerare la necessità di un’iniziativa coordinata al livello europeo sulle sostanze usate nei tatuaggi e nel PMU.
Il lavoro condotto dalla COM sulla sicurezza dei tatuaggi e del PMU può essere riassunto nelle importanti pubblicazioni di seguito indicate:


Negli anni a seguire, il CoE ha pubblicato una revisione della sua risoluzione contenente un aggiornamento della lista negativa delle sostanze (ResAP(2008)1) e molti Stati Membri hanno introdotto misure nazionali implementate con le raccomandazioni del CoE; tali implementazioni, però, sono state bloccate dalla COM nella misura in cui riguardavano la composizione chimica degli inchiostri del tatuaggio, in quanto ritenute incompatibili con l’effetto armonizzante che ha una restrizione REACH.

E’ per questo che la COM, nel 2015, ha espressamente richiesto all’ECHA di preparare un fascicolo secondo l’All. XV al REACH per proporre la restrizione all’immissione sul mercato di alcune sostanze presenti negli inchiostri per tatuaggi e nel PMU.

Essendo sostanze classificate come CMR (Cancerogene, Mutagene e Reprotossiche) o come sensibilizzanti cutanei e quindi in grado di presentare un grave rischio per la salute umana quando utilizzate nei tatuaggi o nel PMU, l’ECHA dovrà valutare non solo tale rischio, ma anche gli impatti socio-economici di tale restrizione e la necessità di adottare un’azione a livello europeo che vada oltre ogni legge nazionale.

Trattandosi di un’attività piuttosto complessa, L’ECHA si sta avvalendo della collaborazione di alcuni Stati Membri quali Danimarca, Germania, Italia e Norvegia.
Ed è proprio a causa della complessità del dossier, che copre alcune centinaia di sostanze, i dossier submitters non sono in grado di rispettare la scadenza di presentazione fissata al 14 luglio 2017. Il dossier verrà quindi presentato alla prossima scadenza disponibile, il 6 ottobre 2017.

Fonte: echa.europa.eu
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