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Metodi analitici

 

Secondo quanto stabilito dal Regolamento 1107/2009, articolo 29, lettera f: “un prodotto fitosanitario è autorizzato soltanto se, in base ai principi uniformi di cui al paragrafo 6, soddisfa i seguenti requisiti:… è possibile determinare, con metodi adeguati, la natura e la quantità delle sostanze attive, degli antidoti agronomici e dei sinergizzanti in esso contenuti e, se del caso, delle impurezze e dei coformulanti rilevanti sotto il profilo tossicologico, ecotossicologico o ambientale”,

Questa pagina vuole dare un orientamento sui requisiti regolatori e sulle linee guida in vigore nell’ambito dei metodi analitici necessari all’autorizzazione di un prodotto fitosanitario.

Nel dossier, queste informazioni devono essere riportate nella Parte B, sezione 5 seguendo il template fornito dalla commissione.

I metodi richiesti a fini regolatori sono disciplinati dal Regolamento 284/2013 e dalla relativa Commission Communication 2013/C 95/02.

Più nel dettaglio, i metodi richiesti ai fini regolatori devono coprire l’opportuna definizione di residuo e sono richiesti per le seguenti matrici e scopi:

Tali metodi devono essere validati secondo la linea guida SANCO/825/00 rev. 8.1 (https://ec.europa.eu/food/sites/food/files/plant/docs/pesticides_ppp_app-proc_guide_res_post-reg-cont-monitor.pdf)

È fondamentale individuare la corretta definizione di residuo, in base alla matrice d’interesse e allo scopo del metodo (pre o post-registrazione). Inoltre è importante verificare, in base al tipo di prodotto, al suo uso e alla sostanza attiva, quali siano le matrici di interesse.

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