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Sicurezza prodotto

EPA estende di 6 mesi la data di applicazione del divieto ai sensi della TSCA sul PIP 3:1

L'Agenzia pianifica anche nuove risk management rules per cinque PBT

EPA (Environmental Protection Agency) ha annunciato di voler estendere di 6 mesi il termine di divieto per la presenza di Fenolo, isopropilato, fosfato (3:1) (PIP (3:1), (CAS 68937-41-7) in componenti di plastica e articoli elettrici ed elettronici, confermando alcune esenzioni del caso.

Sul territorio americano, infatti, è posticipata al 8 marzo 2022 la data a partire dalla quale non potranno più essere fabbricati, importati e distribuiti articoli contenenti tale sostanza. Lo stesso divieto si applica alla fabbricazione/importazione e immissione sul mercato della sostanza tal quale o come componente di miscela.

Il Fenolo, isopropilato, fosfato (3:1) viene largamente utilizzato infatti come plastificante, ritardante di fiamma, additivo antiusura o additivo anti-comprimibilità in fluidi idraulici, oli lubrificanti, lubrificanti e grassi, vari rivestimenti industriali, adesivi, sigillanti e articoli in plastica.

Quali sono i settori che sono maggiormente coinvolti nella decisione?
EPA mette a disposizione una lista di codici che rispondono al Sistema di classificazione industriale del Nord America (NAICS), che codifica i settori coinvolti nella restrizione. I prodotti potenzialmente impattati da tale divieto sono:

  • Materie plastiche e resine;
  • Adesivi;
  • Vernici e rivestimenti;
  • Apparecchi elettrici ed elettronici;
  • Componenti per apparecchi elettrici ed elettronici.

La richiesta di proroga è stata sollevata soprattutto dall’industria elettronica che ha riconosciuto il fatto che il PIP (3:1) non sia regolato da altre normative internazionali. Tale mancanza di uniformità di trattamento regolatorio genera, tra le altre, inevitabilmente un rallentamento della raccolta di informazioni lungo tutta la catena di approvvigionamento, rendendosi dapprima necessaria una sensibilizzazione di fabbricanti, importatori e distributori relativamente al divieto imposto.

Il Fenolo, isopropilato, fosfato (3:1) è inserito nella risk management rule emessa ai sensi della TSCA section 6(h) nel gennaio 2021 ed include anche altre 4 sostanze che presentano allo stesso modo un rischio di persistenza, bioaccumulabilità e tossicità (PBT), di seguito riportate:

  • Decabromodifeniletere (decaBDE), (CAS 1163-19-5)    
  • 2,4,6‑tris(terz-butil) fenolo (2,4,6‑TTBP) (CAS 732-26-3)
  • Esaclorobutadiene (HCBD) (CAS 87-68-3)
  • Pentaclorotiofenolo (PCTP) (CAS 133-49-3)

L'Agenzia ha affermato, inoltre, di voler promulgare nuove risk management rules nella primavera del 2023 con l'obiettivo di ridurre ulteriormente l'esposizione ai cinque PBT e proteggere al meglio la salute umana e l'ambiente.

Si ricorda che le restrizioni imposte non coinvolgono direttamente fabbricanti e distributori stabiliti nel territorio europeo ma potrebbero essere tirati in causa qualora fossero interessati ad esportare prodotti ed articoli contenenti tali sostanze nel territorio USA.


Fonte: EPA (1 e 2)

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