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Sicurezza prodotto

BREXIT – aggiornamento sullo stato delle negoziazioni

Pubblicata bozza di accordo di partnership UK-UE27

Sono passati quasi 4 anni dal fatidico 23/06/2016, giorno in cui i cittadini britannici hanno votato per l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, e da allora, dopo cambi di governo, negoziazioni e proroghe, il 31/01/2020 la “BREXIT” è diventata realtà. Infatti da tale data il Regno Unito non è più un paese dell’Unione Europea, oggi composta quindi da 27 Stati Membri.

Per mesi si è parlato di “hard exit” o di “soft exit”, ma oggi a che punto siamo?

La BREXIT è appunto realtà da fine gennaio, tuttavia perché possa ritenersi definitiva dobbiamo aspettare il 31/12/2020 quando terminerà il periodo transitorio di uscita. Nel frattempo UE e UK stanno negoziando i vari aspetti della BREXIT.

Notizia di questi giorni è la pubblicazione del testo ufficiale (o quasi, trattandosi ancora di una bozza) con cui si gettano le basi della nuova partnership fra UK e UE. Già da inizio marzo il contenuto del testo era disponibile ma solo il 18/03 è stata pubblicata la bozza sul sito della commissione europea. Il testo dal titolo “Draft text of the Agreement on the New Partnership with the United Kingdom” tratta appunto le aree di negoziazione definendo i punti che saranno presi in discussione.

Essendo il testo molto generale e con lo scopo di delineare le macro aree di discussione, non troviamo un riferimento specifico al mondo dei chemicals e alla relativa normativa, in ogni caso troviamo alcuni riferimenti e principi di base che danno l’idea di quale potrebbe essere la loro gestione futura. In particolare nella sezione dedicata all’ambito “ambiente e salute[1]” troviamo:

4. Reflecting their common principles at the end of the transition period and their commitment to the 1992 Rio Declaration on Environment and Development, in giving effect to the obligations set out in this Section, the Parties shall respect the following principles in their respective environmental law and practices:

(a) the precautionary principle;
(b) the principle that preventive action should be taken;
(c) the principle that environmental damage should as a priority be rectified at source;
(d) the "polluter pays" principle.

Uno dei punti fondamentali di discussione in ambito “chemicals” sarà l’accesso al database ECHA, infatti una posizione dura da parte dei britannici potrebbe portare ad un mancato accesso alle informazioni raccolte ed elaborate dall’entrata in vigore dei Regg. REACH e CLP.

La negoziazione è già iniziata, infatti i primi incontri si sono svolti il 3 e 4 marzo in merito ai seguenti argomenti trattati in parallelo:

  • coordination thematic cooperation
  • energy (civil nuclear cooperation)
  • energy (other)
  • fisheries
  • horizontal arrangements + governance horizontal arrangements + governance
  • law enforcement and judicial cooperation in criminal matters
  • level playing field for open and fair competition
  • mobility and social security
  • participation in union programmes
  • trade in goods
  • trade in services and investment and other issues trade in services and investment and other issues
  • transport (aviation) transport (other)

Oggi quindi siamo in pieno regime transitorio e per avere informazioni precise e certe su come sarà la futura gestione dei chemicals fra UK e UE dobbiamo attendere la fine dell’anno quando i negoziati saranno chiusi.

Quindi possiamo ritenere passato il rischio di “no-deal BREXIT”? Purtroppo no, infatti anche nelle FAQ dell’UE sull’argomento si chiarisce che come in ogni negoziato, c'è il rischio di non raggiungere un accordo. Indipendentemente dal fatto che nel futuro sarà in atto una partnership UE-UK, tutte le imprese devono prepararsi ora per la fine del periodo di transizione, poiché il Regno Unito non sarà più nel mercato unico o nell'unione doganale.

Quindi, tutte le aziende devono arrivare preparate alla BREXIT definitiva di fine anno, indipendentemente da cosa verrà definito durante la negoziazione.

Visti i precedenti, possiamo aspettarci altre proroghe? Per rispondere alla domanda facciamo sempre riferimento alle FAQ UE: La Commissione intende ottenere il più possibile durante il periodo di transizione. Siamo pronti a lavorare 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per sfruttare al meglio i negoziati. È possibile estendere il periodo di transizione da 1 a 2 anni. Tale decisione deve essere presa congiuntamente dall'UE e dal Regno Unito prima del 1° luglio, passata tale data, non vi è altra base giuridica per estendere la transizione oltre il 2020.

In conclusione: bisogna arrivare preparati. Per fare ciò, oltre a seguire gli andamenti delle negoziazioni, informiamo che l’Unione Europea e il Regno Unito stanno mettendo a disposizione alcuni strumenti specifici per la gestione dei chemicals nel periodo transitorio, ma di questo parleremo in una prossima news.

Fonte:

[1] Parte II, titolo III, capitolo 2, Sezione 6 “environment & health”

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