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Sicurezza prodotto

Nuove notizie in merito alle nuove notifiche SCIP

Il format IUCLID sarà lo strumento informatico che consentirà di eseguire le notifiche in diverse modalità

Come da pianificazione di ECHA, il 30 ottobre è stata pubblicata la versione 6.4 di IUCLID, che contiene il format per le notifiche al nuovo database SCIP. Il nuovo database conterrà le notifiche di sostanze SVHC di Candidate List trasmesse dai fornitori di articoli in accordo con quanto disposto dalla Direttiva (UE) 2018/851 (cliccare qui per leggere la news dedicata alle nuove proposte di restrizione e di identificazione delle SVHC). Il 12 novembre si è tenuto un workshop presso la sede di ECHA finalizzato a chiarire lo stato dell’arte e le prospettive future per la gestione di questo nuovo obbligo. L’Agenzia Europea ha confermato che nei primi mesi del 2020 sarà disponibile una prima versione del database, che tuttavia conterrà solo alcune funzioni di base e non consentirà la trasmissione delle notifiche, mentre tale funzione sarà prevista nella versione 1.0 del database che sarà predisposto per l’autunno del 2020. Infine, la versione 2.0, prevista per la prima metà del 2021, consentirà anche la divulgazione delle informazioni al pubblico e agli operatori del mondo dei rifiuti.

ECHA ha confermato che le notifiche potranno essere preparate in modalità offline grazie al nuovo format e poi caricate manualmente o preparate ed inviate online, o ancora tramite un approccio “system-to-system” il che permetterà al software interno aziendale di comunicare direttamente con il nuovo database. ECHA ha tuttavia sottolineato che lo sviluppo di un sistema che consenta la notifica “system-to-system” non è responsabilità di ECHA e sarà pertanto in capo alle aziende.

Altra criticità presentata al workshop da parte dei rappresentanti delle aziende è l’eventuale possibilità di effettuare “notifiche di gruppo” per famiglie di articoli. A tal proposito, ECHA ha sottolineato che di fatto l’obbligo di notifica sussiste per ogni articolo, ma che nel caso l’azienda intenda effettuare notifiche di gruppo rimane sua responsabilità accertarsi che ciò non vada ad inficiare la qualità e l’utilità delle informazioni trasmesse. Un confronto con le Autorità Competenti nazionali è in tal senso raccomandato.

Un’altra possibilità suggerita è stata quella di consentire ad assemblatori e distributori di agganciarsi alle notifiche trasmesse dai propri fornitori, attraverso un codice univoco, che tuttavia al momento i fornitori non hanno l’obbligo di trasmettere. Poiché la notifica richiederà informazioni dettagliate anche sui componenti assemblati, ECHA ha confermato che non verranno divulgate informazioni che potrebbero svelare i legami all’interno della catena di approvvigionamento (ad esempio il brand dei sotto-componenti).

Una criticità per i fornitori di articoli soggetti all’obbligo di notifica SCIP sarà che il medesimo prodotto potrebbe dover essere notificato diverse volte, nel caso i suoi componenti vengano acquistati da fornitori di volta diversi, portando così ad una caratterizzazione di volta in volta diversa dei materiali costituenti l’articolo.

I temi caldi sono dunque molti, ECHA e le parti interessate sono pertanto in fermento. Raccomandiamo quindi le aziende coinvolte dal nuovo obbligo a rimanere aggiornate per verificare i numerosi sviluppi previsti nei prossimi mesi e nel corso del prossimo anno.

Fonti:

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