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Residui

 

Secondo quanto stabilito dal Regolamento 1107/2009,  articolo 29, lettera h “un prodotto fitosanitario è autorizzato soltanto se, in base ai principi uniformi di cui al paragrafo 6, soddisfa i seguenti requisiti:  per i vegetali o i prodotti vegetali da utilizzare come mangimi o prodotti alimentari, se del caso, i livelli massimi di residuo, dei prodotti agricoli interessati dall’impiego cui si riferisce l’autorizzazione sono stati fissati o modificati conformemente al regolamento (CE) n. 396/2005”.

Gli studi relativi ai residui sono necessari per supportare gli usi dei prodotti fitosanitari sulle colture destinate al consumo da parte dell’uomo e dell’animale e devono soddisfare quanto descritto nel Regolamento (EU) 283/2013  (Allegato Parte A, Sezione 6) unitamente alla descrizione dei metodi di prova e dei documenti di orientamento.

Nel dossier, queste informazioni devono essere riportate nella Parte B, sezione 7 seguendo il template fornito dalla Commissione.

Gli studi inerenti la natura e l’entità dei residui nelle colture (considerando anche le colture in successione e gli effetti dei processi di trasformazione) e negli animali sono utilizzati per condurre la valutazione del rischio dei consumatori derivante dall’utilizzo dei formulati.  A tal fine bisogna considerare l’esposizione ai pesticidi (inclusi eventuali metaboliti e prodotti di degradazione o di reazione) nella coltura trattata, nelle colture a rotazione, nei prodotti di trasformazione e negli animali che sono stati alimentati con tali colture.

I dati devono essere realizzati in accordo alle seguenti linee guida, disponibili sul sito della Comunità Europea.

 

Inoltre si può fare riferimento anche alle seguenti Linee Guida OCSE reperibili a tale link:

  • Test No. 501: Metabolism in Crops
  • Test No. 502: Metabolism in Rotational Crops
  • Test No. 503: Metabolism in Livestock
  • Test No. 504: Residues in rotational crops
  • Test No. 505: Residues in Livestock
  • Test No 506: Stability of Pesticide Residues in Stored Commodities
  • Test No. 507: Nature of the Pesticide Residues in Processed Commodities - High Temperature Hydrolysis
  • Test No. 508: Magnitude of the Pesticide Residues in Processed Commodities
  • Test No. 509: Crop Field Trial

 

Gli studi sui residui sono necessari anche per stabilire o dimostrare la conformità con i Limiti Massimi di Residui (LMR) fissati per legge. I livelli massimi di residui sono le soglie superiori di residui di pesticidi ammessi per legge all’interno o sulla superficie di alimenti o mangimi, purché siano state rispettate le buone prassi agricole e l’esposizione minima necessaria del consumatore per tutelare i consumatori vulnerabili.

Sempre sul sito della Comunità Europea, sono pubblicate le più recenti Linee Guida redatte da EFSA, tra cui anche il tool da utilizzare per la verifica del calcolo del LMR:

Nuove Linee Guida e Tool EFSA (2015)  -

 

L’esposizione alimentare cronica (a lungo termine) e quella acuta (a breve termine) ai residui di pesticidi sono stimate utilizzando il modello di calcolo sviluppato dall'EFSA (PRIMo rev.  2 – Pesticide Residue Intake Model). Il modello, che si basa sui dati di consumo alimentare nazionali e sui pesi unitari forniti dagli Stati membri, si avvale di metodologie di valutazione del rischio concordate a livello internazionale.

Recentemente il modello è stato revisionato. E’infatti attualmente disponibile la versione EFSA PRIMO rev. 3, da utilizzare solo per le applicazioni presentate successivamente al 1° febbraio 2018. Una descrizione dettagliata del tool è disponibile in un relativo Documento Guida,

La metodologia per la valutazione del rischio cronico prevede che per stimare la massima ingestione possibile di una sostanza attiva con la dieta, occorre tenere in considerazione tutti i possibili contributi di ogni alimento in cui tale sostanza attiva potrebbe essere presente al massimo livello possibile (il valore dell’LMR). Il parametro universalmente accettato per quantificare tale stima è la TMDI (Theoretical Maximum Daily Intake). Il parametro che viene adottato per la misura dell’esposizione acuta è lo IESTI (International Estimated Short-Term Intake).

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