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Sicurezza prodotto

Il Parlamento Europeo incalza la Commissione sulla tematica degli interferenti endocrini

Un monito è stato rivolto alla prossima Commissione Europea per sollecitare un approccio più concreto alla gestione degli interferenti endocrini

Il Parlamento Europeo invita la prossima Commissione Europea a rivedere la strategia proposta per gestire la tematica dei distruttori endocrini (EDCs), ritenuta inadeguata per fronteggiare la minaccia che gli EDCs rappresentano per la salute umana e dell’ambiente.

Questa classe di sostanze chimiche interferisce con il sistema ormonale umano ed animale producendo gravi effetti sulla riproduzione (infertilità, cancro, malformazioni), ma anche effetti ormai verificati sulla funzionalità della tiroide, del cervello e del metabolismo attraverso l’influenza sulla regolazione dell’insulina e del glucosio. Alcuni Stati Membri, tra cui Francia, Svezia, Danimarca e Belgio, hanno già integrato a livello nazionale delle misure specifiche per la protezione dagli EDCs, ma a livello europeo non è ancora stato intrapreso un percorso concreto in tale direzione. Infatti, il Regolamento CLP, relativo alla classificazione etichettatura ed imballaggio di sostanze e miscele pericolose, non prevede una classificazione per questa pericolosità, mentre il Regolamento REACH si è dimostrato uno strumento inefficacie per il controllo degli EDCs anche a causa dell’elevata percentuale di dossier di registrazione non completi che forniscono dati insufficienti e che rendono difficile la possibilità di intraprendere azioni di carattere normativo.

Recentemente, verso la fine del 2018, la Commissione Europea ha pubblicato la propria strategia di approccio che riprende parzialmente quella già ufficializzata nel 1999, ma il Parlamento ritiene questo approccio equivalente ad una mancanza di azione oramai ingiustificabile a fronte delle sempre più numerose pubblicazioni scientifiche che evidenziano come la minaccia posta dai distruttori endocrini sia pari a quella delle sostanze cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione.

In vista delle imminenti elezioni, rimaniamo pertanto in attesa di sapere se, come ci auguriamo, l’ennesimo appello del Parlamento verrà accolto con maggiore sensibilità dalla prossima Commissione.

Fonti:

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