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Ambiente

Emergenza COVID-19: dal Ministero indirizzi per gli impianti di gestione di rifiuti

Si esprime il MATTM per garantire la continuità dei servizi in piena sicurezza

A causa di notevoli criticità emerse durante l’attuale emergenza Covid-19 in materia di gestione di rifiuti, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) è intervenuto con una Circolare ministeriale, al fine di assicurare la continuità dei servizi di raccolta, trattamento, smaltimento dei rifiuti, nella piena tutela della salute e sicurezza pubblica e degli operatori. Ciò anche alla luce delle indicazioni fornite da ISPRA nel documento “Prime considerazioni per la gestione dei rifiuti – Emergenza Covid19”, approvato dal Consiglio del Sistema Nazionale a rete per la Protezione dell’Ambiente (CSNPA).

Con la Circ. n. 22276 del 30/03/2020, il Ministero ha quindi suggerito a Regioni e Province autonome di ricorrere a ordinanze contingibili e urgenti ex art. 191, D. Lgs. 152/2006 per disciplinare forme speciali e regimi straordinari di gestione dei rifiuti sul proprio territorio, fornendo indicazioni in merito ai seguenti aspetti:

  1. aumento della capacità di stoccaggio autorizzata (operazioni D15/R13) entro un limite massimo comunque inferiore al 50%, nei limiti in cui ciò rappresenti una modifica non sostanziale. Restano ferme le “quantità massime” fissate dal DM 5 febbraio 1998 (allegato IV), dal DM n. 161 del 12 giugno 2002 e dal DM n. 269 del 17 novembre 2005.
  2. modifiche ai limiti del deposito temporaneo fino ad un quantitativo massimo doppio di quello individuato dall’articolo 183, comma 1, lettera bb), punto 2, per il deposito temporaneo di rifiuti; il limite temporale massimo non può comunque avere durata superiore a 18 mesi.
  3. modifiche ai limiti del deposito dei rifiuti urbani presso i centri di raccolta comunali, che potrebbe essere consentito fino ad una durata doppia di quella individuata all’Allegato I, punto 7.1 del decreto 8 aprile 2008 nonché l’aumento della capacità annua ed istantanea di stoccaggio, nel limite massimo del 20%.
  4. autorizzazione per gli impianti di incenerimento a raggiungere la capacità termica massima valutata in sede di autorizzazione, così da garantire:
    • il prioritario avvio dei rifiuti urbani indifferenziati provenienti dalle abitazioni in cui sono presenti soggetti positivi al tampone, in isolamento o in quarantena obbligatoria;
    • il conferimento dei rifiuti urbani indifferenziati provenienti da abitazioni dove non soggiornano soggetti positivi al tampone in isolamento o in quarantena;
    • la possibilità di destinare a incenerimento i fanghi di depurazione identificati con il codice 190805 dell’elenco europeo dei rifiuti.
  5. modifiche temporanee alle autorizzazioni per le discariche per consentire il conferimento degli scarti derivanti dal trattamento dei rifiuti urbani, differenziati e indifferenziati, privi di possibili destinazioni alternative, a condizione che detti scarti non siano classificati come rifiuti pericolosi. Anche in tale caso la procedura potrebbe essere quella della Scia ex art. 19 della L.241/1990.
  6. autorizzazioni per il conferimento in discarica dei rifiuti urbani indifferenziati provenienti dalle abitazioni in cui sono presenti soggetti positivi al tampone, in isolamento o in quarantena obbligatoria, assicurandone la sterilizzazione ovvero un trattamento derogatorio rispetto a quello ordinariamente previsto, che contempli:
    1. inserimento dei sacchetti integri all’interno di appositi big-bags omologati e certificati, aventi adeguate caratteristiche di resistenza per garantire la sicurezza nel trasporto e nello stoccaggio degli stessi in modo da evitare qualsiasi fuoriuscita del materiale;
    2. confinamento dei rifiuti in zone definite della discarica;
    3. copertura giornaliera con un adeguato strato di materiale protettivo, tale da evitare ogni forma di dispersione.

Se alcune regioni si erano già mosse per disciplinare tali aspetti (es. Regione Emilia-Romagna con d.p.g.r. n. 43 del 20 marzo 2020), alla Circolare hanno fatto eco altre Regioni, emanando specifici regolamenti, tra cui la Regione Lombardia, con l’o.p.g.r. n. 520 del 1 aprile 2020 e il Friuli Venezia Giulia, con Ordinanza N. 1/2020/AMB.

 

Fonte: Ministero dell'Ambiente

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