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Sicurezza prodotto

La dibattuta revisione della classificazione ambientale del piombo a seguito del parere del RAC di ECHA

Le associazioni industriali hanno prodotto un nuovo studio al fine di rivedere la classificazione ambientale del metallo, ma le autorità degli stati membri si dividono

La discussione sull’eventuale revisione della classificazione ambientale del piombo, come presentata nell’opinione del RAC di ECHA a novembre 2018 (secondo la procedura prevista dall’articolo 47 del regolamento CLP) non è ancora terminata. Infatti, a seguito della opinione del RAC sui rischi ecotossicologici presentati dal piombo, l’industria del settore ha deciso di finanziare uno studio i cui risultati migliorerebbero la classificazione ambientale della sostanza.

Tuttavia la Danimarca, stato membro che aveva proposto la revisione della classificazione a metà dell’anno 2017, non ritiene che questo nuovo dato possa modificare il parere del RAC. Durante il meeting Caracal, infatti, Eurometaux e l'International Lead Association (ILA) hanno a fine dello scorso anno annunciato di aver commissionato lo studio sulle lumache. Il fine dello studio (eseguito secondo protocollo OECD 243) è di valutare gli effetti sulla riproduzione di L. stagnalis, per eventualmente rivedere il valore di ERV (Ecotoxicity reference value) di 1.7 µg Pb/L fissato dal RAC. Inoltre, le associazioni hanno evidenziato alcuni passaggi adottati nel parere RAC non coerenti con quanto prevedono le linee guida per l’applicazione del CLP e discrepanze rispetto a quanto è stato fatto in casi simili, come ad esempio con i composti del rame.

Tra questi:

  • nessuna differenza nella valutazione della classificazione tra forme massive e in polvere;
  • nessuna normalizzazione dei dati di ecotossicità;
  • nessun raggruppamento dei dati di ecotossicità a seconda del range del pH.

L'autorità danese competente non è d'accordo sulla revisione e ha dichiarato: "Poiché il nuovo studio in sé non fornisce alcuna nuova informazione che possa cambiare la classificazione ambientale come proposto nel parere del RAC, la Danimarca non vede alcuna base - legale o scientifica – per dover aggiornare il dossier CLH e per richiedere una nuova valutazione da parte del RAC".

Le associazioni industriali hanno a loro sostegno il parere delle autorità italiane, che, come fatto notare durante il meeting Caracal, ritengono opportuna la revisione della classificazione da parte del RAC alla luce dei nuovi dati.

Fonte: ECHA

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