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Sicurezza prodotto

Le Buone Pratiche di Fabbricazione (GMP) in 4 mosse

Le buone pratiche di fabbricazione in 4 mosse-01

 

Il Regolamento (CE) 1935/2004 prevede che i Materiali e gli Oggetti a Contatto con gli Alimenti (MOCA) siano prodotti in conformità alle Good Manufacturing Practice (GMP), ossia alle buone pratiche di fabbricazione. Ma che cosa sono queste GMP e come possiamo comprenderle al meglio? Questo articolo di approfondimento vuole spiegarcelo, come dice lo stesso titolo, in quattro semplici mosse.

 

1) CHE COSA SONO LE GMP?

Le buone pratiche di fabbricazione (GMP) devono essere svolte in conformità a quanto stabilito dal Regolamento (CE) 2023/2006, il quale prevede l’obbligo di istituire un sistema di assicurazione e controllo della qualità efficace che dev’essere applicato a tutti i settori e a tutte le fasi di produzione, trasformazione e distribuzione di materiali e oggetti.

Il sistema di assicurazione qualità deve permettere di accertare che i materiali e gli oggetti siano controllati in modo tale da assicurare la loro conformità alle norme ad essi applicabili da un lato, e garantire che essi possiedano certi standard qualitativi, senza che questo possa costituire un rischio per la salute umana o modificare in modo inaccettabile la composizione del prodotto alimentare, come ad esempio provocando un deterioramento delle sue caratteristiche organolettiche (art. 3 Reg. 1935/2004).

 

2) COSA DEVE FARE L’AZIENDA?

Innanzitutto le aziende devono elaborare e conservare un’adeguata documentazione riguardante le specifiche, le formulazioni e i processi di fabbricazione. Il sistema di qualità attuato deve essere documentato con procedure o istruzioni ad esempio, e deve inoltre essere integrato anche da aspetti che riguardano l’igiene.

L’azienda deve tenere conto della formazione del personale, delle sue conoscenze e competenze, nonché dell’organizzazione delle sedi e delle attrezzature necessarie a garantire che i materiali e gli oggetti finiti siano conformi alle norme ad essi applicabili.  I materiali di partenza devono essere selezionati e devono essere conformi con le specifiche prestabilite. Tutte le varie operazioni svolte dall’azienda, dal reparto produttivo al reparto commerciale, devono svolgersi secondo istruzioni e procedure prestabilite chiare e definite.

Gli stessi operatori del settore devono mantenere un sistema di controllo della qualità efficace. Di conseguenza le aziende devono monitorare che avvenga l’attuazione e il rispetto delle GMP, oltre a dover essere in grado di identificare misure atte a correggere eventuali mancanze di conformità.

Un sistema di qualità certificata, ad esempio la certificazione ISO, può rappresentare una buona base per l'implementazione delle GMP, ma non costituisce, di per sé, prova di conformità al regolamento. Le GMP richiedono infatti l'implementazione di procedure specifiche che vanno oltre a quelle previste dalla certificazione.

 

3) SPUNTI UTILI

Richiedere a tutti i fornitori di materie prime dichiarazioni di conformità specifiche per il contatto alimentare, e se necessario, supportate da rapporti di prova di laboratori accreditati. In questa fase è molto importante la verifica di quanto viene dichiarato, quindi è sempre bene controllare i riferimenti normativi citati e l’aggiornamento del documento.

È fondamentale, e imposto dalla normativa, garantire un sistema di rintracciabilità di tutto il processo che coinvolge il materiale a contatto (art. 17 del Reg. 1935/2004), dall’acquisto alla vendita.

Potrebbe essere utile organizzare dei brevi corsi di formazione e aggiornamento per il personale coinvolto, tenendo conto delle rispettive competenze e professionalità e documentare il tutto.

Redigere e rilasciare a tutti i clienti finali le dichiarazioni di conformità ai sensi dell'art. 16 del Regolamento 1935/2004, con precisi riferimenti legislativi, modalità e condizioni d'uso del materiale coinvolto.

È consigliabile eseguire delle prove di laboratorio, seguendo quanto previsto dalla normativa, in modo da attestare la conformità del materiale ad entrare in contatto con gli alimenti. In questa fase è importante interfacciarsi con i propri clienti per avere il maggior numero di informazioni possibili sull’utilizzo del materiale, come ad esempio tipologia di alimento con cui entrerà in contatto, e particolari condizioni operative come tempi di contatto e temperature.

 

4) IN CASO DI CONTROLLO DELL’AUTORITA’?

In caso di controllo da parte delle autorità competenti, l’azienda deve essere in grado di dimostrare l'applicazione del Regolamento 2023/2006, si consiglia quindi di tenere a disposizione:

  • Documentazione attestante il sistema di rintracciabilità, come ad esempio procedure a supporto.
  • Documentazione attestante la conformità a contatto alimentare delle materie prime;
  • Dichiarazioni di conformità a supporto dei prodotti
  • Rapporti di prova eseguiti o ricevuti dai propri fornitori

La documentazione deve essere debitamente archiviata aggiornata.

La mancata o incompleta applicazione di quanto previsto dal regolamento può infatti essere sanzionato secondo quanto previsto dal Decreto Legislativo n. 29 del 2017, che stabilisce la disciplina sanzionatoria in materia di materiali e oggetti destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari Questo decreto va a disciplinare tutta una serie di regolamenti oltre il Reg. (CE) 1935/2004, come ad esempio il Reg. (CE) 2023/2006 e il Reg. (CE) 10/2011 inerente alle materie plastiche.

Una delle novità sicuramente più rilevanti è data dall’articolo 6 di tale Decreto è che introduce l’obbligo alle aziende nel campo dei MOCA di comunicare all'autorità sanitaria territorialmente competente gli stabilimenti che eseguono le attività di cui al regolamento (CE) 2023/2006.

E’ quindi sempre più importante allinearsi a quanto prevede la normativa.

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